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48° edizione della Sagra del Pesce 10 / 17 agosto 2015, Pozzallo. La manifestazione rappresenta una delle più antiche e rinomate sagre siciliane, attraverso cui si promuove il pescato ed i prodotti della gastronomia locale, ma ancheSpettacoli musicali e artisti di strada alla manifestazione che nella scorsa edizione ha visto la partecipazione di oltre 100000 visitatori e turisti provenienti da tutto il mondo.

Pozzallo si adagia sulla costa Sud Orientale della Sicilia, in quella parte dell’isola ancora autentica e genuina. Compresa tra il Mare Mediterraneo e le vallate dell’altopiano ibleo, è una cittadina con un patrimonio naturale suggestivo, lunghe spiagge di sabbia fine e dorata, mare limpido dai colori mutevoli ed affascinanti, da cui sembra emergere ed in cui sembra specchiarsi vanitosa. Definita “città terrazza sul Mediterraneo“, Pozzallo oltre ad essere l’unico Comune della Provincia diRagusa bagnato dal mare, è il Comune più a sud d’Italia, dopo Lampedusa e Linosa, “porta mediterranea” verso Malta e le coste della vicina Africa.

La “Sagra del Pesce” si svolge presso Piazza delle Rimembranze, è il tradizionale appuntamento gastronomicoe culturale che si ripete dal 1967, nella splendida cittadina. Una festa nazional-popolare, ma anche un messaggio importante per la promozione del territorio, la qualità del pesce, la bontà della cucina mediterranea e locale.,degustazioni di pesce fritto. Attorno ad una enorme padella dal diametro di circa quattro metri il pesce (seppie, calamari, gamberoni e polpi) è il protagonista indiscusso di questa serata. La padella, posta su un piano rialzato, è dotata di cestelli collegati a degli scivoli che permettono di incanalare i quintali di pesce, quest’ultimo, appena fritto viene posto in dei vassoi e servito da decine di camerieri ai partecipanti, fino a quando anche l’ultimo pesce viene offerto alle persone in attesa. Naturalmente come ogni manifestazione che si rispetti, gli spettatori sono intrattenuti con spettacoli musicali, pirotecnici e bancarelle d’ogni genere.

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Per maggiori informazioni: www.comune.pozzallo.rg.it
www.pozzalloturismo.it

Quarta Edizione Mazzarelli Art Festival 29 Luglio – 2 Agosto 2015 – Marina di Ragusa. Fino al 1928 il nome d’origine del borgo è stato Mazzarelli, dall’arabo “Marsa A’Rillah” piccolo porto. Questo piccolo paese è situato a sud est della Sicilia, sulle sponde del mare di mezzo, caratterizzando la rotta di naviganti, viaggiatori e turisti.
Gli appunti di viaggio custoditi nei diari di marinai e scrittori testimoniano numerose storie legate a Mazzarelli e al Mediterraneo: i tempi della dominazione araba, quelli della via della seta, storie di mercanti, di contrabbandieri. Storie di porti, di navigazioni e di naufragi, di vedove avvolte nel nero fino ad arrivare agli sbarchi clandestini di oggi, alla lotta, alla disperazione, alla miseria. E c’è anche il mediterraneo con la sua cucina, i suoi profumi ed i colori, l’arancio, il mirto e l’ulivo, le palme i pini e i cipressi.
Tutto questo, il Mazzarelli Art Festival cerca di approfondirlo attraverso la proiezione di lungometraggi e cortometraggi, documentari, poesie e musiche che trattano temi legati alle meraviglie, ai misteri e alle atmosfere della mediterraneità: il mare di mezzo non è solo un luogo geografico ma è anche politico, sociale, reale e metafisico. E’ luogo della memoria, del pensiero, della riflessione, del sogno e della realtà, luogo di partenza, di arrivo, di vittoria, di sconfitta, di aspirazione o di allontanamento.
Marina di Ragusa, con il suo piccolo porto, accoglie visitatori provenienti da ogni parte, ospitando il Festival che diventa luogo di scambio sociale e culturale. Di realtà e sogno.
Maggiori informazioni e programma: www.mazzarelliartfestival.it

Il 29 giugno a Modica, comune in provincia di Ragusa si svolge la  Festa di San Pietro, compatrono della cittàcon San Giorgio, festeggiato il fine settimana successivo al 23 aprile. La Processione delle sante reliquie di San Pietro sono portate in un braccio d’argento e cui anticamente, fino al 1953, facevano da corteggio 24 santi di statura colossale, i “Santuna“. Il simulacro di San Pietro, opera di Civiletti, rappresenta San Pietro nell’atto di compiere il grande miracolo con la guarigione del paralitico alle porte del Tempio.

La sera del 29 giugno, la tradizionale uscita del Santo, che per l’imponenza del simulacro che comporta l’impegno spontaneo di tanti fedeli e la processione del gruppo statuario di San Pietro e il paralitico per le vie del centro storico della città, illuminato da mille fiaccole.

Tradizionale Fiera di San Pietro“. La festa di San Pietro è sinonimo di bancarelle, negli ultimi tre giorni del mese di giugno, solitamente afosi, le tradizionali e variegate bancarelle “invadono” il centro storico della città, attirando, oltre ai residenti, anche persone provenienti dai centri limitrofi o dalle zone rurali. Guardando ogni anno il viale medaglie d’oro dall’alto, si ha come l’impressione di assistere ad un autentico fiume umano in piena, che attraversa le fila di bancarelle sistemate ai due lati del viale, fino alla parte terminale.

Il Duomo di San Pietro
Annunciata da una scenografica scalinata, la Chiesa di S. Pietro è il Duomo della città bassa, dedicato al santo patrono della Città. Edificata verso la metà del sec. XIV, fu parzialmente danneggiata dal terremoto del 1613. E’ stata dichiarata Chiesa Madre al pari di San Giorgio, la chiesa “ufficiale” dei Conti. Fa parte anch’essa della lista dei Monumenti Bene dell’Umanità dell’UNESCO. Una bella scalinata con le statue dei dodici Apostoli, chiamati dal popolo Santoni, conduce alla sobria ma maestosa facciata suddivisa in due ordini, e abbellita da quattro statue.

Per maggiori informazioni: www.comune.modica.rg.it

 

Solennità del Battista con grande concorso di popolo dall’ 11 giugno al 24 giugno seguito dall’ottava di conclusione, a Chiaramonte Gulfi (Ragusa).  Il culto è stato introdotto nel ‘200 dai Cavalieri di Malta e continuato dalla Confraternita fondata nel 1587.
E’ l’undici giugno, sono le ore 13.30, il sagrato della Chiesa è pieno di gente in attesa dell’apertura dei festeggiamenti: dalla Chiesa Madre si ode il martellio della campana che annuncia al popolo la solenne attesa; ed ecco: magicamente il martellio si trasforma in scampanata festosa, la quale si ripete in tutte le chiese del comune, la banda suona una marcia tradizionale sul sagrato antistante, il tutto accompagnato da 24 colpi di cannone. Così ha inizio la solenne “dodicina” di lodi in preparazione alla festa che si divide rispettivamente in un primo novenario animato dalla Confraternita e il solenne triduo predicato da valenti oratori, venuti appositamente da luoghi lontani; in questi giorni la Chiesa è meta di pellegrini i quali, sino a tarda serata, compiono il cosiddetto “viaddiu ” che si conclude solitamente con l’accensione di un piccolo cero. Ovviamente non mancano i sacri riti solennizzati da canti tradizionali, nei quali la chiesa è gremita di fedeli e parata a festa per l’occasione. Durante i primi due giorni del triduo solenne (21-22 Giugno) la banda musicale come in tutte le feste popolari, sfila per le principali vie della città esibendosi in piazza Duomo e, a conclusione dei sacri riti, nel sagrato della Chiesa di San Giovanni, non mancano, durante questa serate, intrattenimenti di vario tipo.
Il 23 giugno, solenne vigilia, già alle prime ore del mattino la Chiesa è gremita di fedeli che offrono la loro giornata al Battista recitando preci e il tradizionale “Rosario di san Giovanni”, antica preghiera dialettale, tante le liturgie penitenziali durante la mattinata e innumerevoli le manifestazioni di fede da parte del popolo come il cosiddetto “viaddiu scausu”, consistente nell’arrivare in chiesa a piedi nudi offrendo solitamente un cero di notevole dimensioni al Santo, tanta la cera che arde in quel giorno solenne come tante le grazie largite per intercessione del Santo. E’ mezzogiorno, tutte le campane della città suonano a festa accompagnati dalla banda e dai fuochi.Tradizione offrire il digiuno, nutrendosi solamente di fave (cibo devozionale del Santo) a pranzo. Nel primo pomeriggio la chiesa viene addobbata per le solenni funzioni serali, intanto il rettore benedice i votidel Santoconsistenti in una camicetta rossa guarnita di bianco, da indossarsi durante l’anno ma soprattutto nel giorno della festa; nel tardo pomeriggio, il corpo Bandistico visita le principali chiese del Comune. E’ già quasi buio, la chiesa e il sagrato antistante sono stracolmi di devoti che attendono con ansia la cosiddetta “Svelata“, intanto il Sindaco e le autorità civili e militari dal Palazzo di Città accompagnati dal Gonfalone omaggiano il Santo Protettore,
Dentro la Chiesa ardono centinaia di ceri e risplendono ori e argenti, il tutto colorato da fiori variopinti, tutto è avvolto dal buio più totale, al tramonto esce il clero dalla sacrestia e si inginocchia davanti all’altare, l’organo intona le litanie, questo è il momento più atteso della festa, i cuori battono e gli occhi sono pieni di lacrime, finalmente il coro, nelle litanie, invoca il nome del Santo, ed ecco avviene la svelata: si apre il velo che copriva la statua del Santo, un urlo assordante si alza dal popolo : “Battista Viva”; si accendono improvvisamente le luci, le campane suonano a festa, i mortai sparano incessantemente accompagnati dalla Banda musicale. Quante richieste di intercessione in quel momento e quante grazie intercesse per mezzo di lui.
Dopo un pò di frenetico entusiasmo, tutto si calma e incominciano i vespri solenni, a conclusione continuano levisite dei fedeli che dureranno per tutta la notte, poiché la chiesa rimarrà aperta sino alla notte successiva. Tutta la città è addobbata a festa con splendide luminarie e centinaia di gonfaloni, a sfondo rosso con croce di Malta bianca, svolazzano dai balconi dei palazzi e delle case. La via principale è piena di venditori ambulanti, caratteristici i turrunari, che presentano svariate leccornie, gioia dei bambini e i simintara con le loro caratteristichebancarelle multicolori, arricchite da festoni di carta colorata, immancabile la Santuzza del Battista immersa tra levivande offerte dall’ambulante quali semi di zucca tostati, ceci tostati, nocciole… La scalinata di San Giovanni è un quadro notturno grazie alle migliaia di lampade multicolori che formano una figura attinente alla devozione del Battista, intanto in Piazza Duomo si preparano gli spettacoli che accompagnano la Solenne Vigilia. Allo scoccare della mezzanotte, è usanza consumare tra i confrati l’agnello, in un banchetto comune adibito presso i locali della chiesa.
Durante la sera della vigilia, è tradizione nelle famiglie compiere un rito chiamato “U Mister ri l’uovu”, consistente nel riempire un recipiente trasparente d’acqua e versarne dentro dell’albume d’uovo, quindi si recitano un Pater-Ave-Gloria chiedendo una grazia e se è stata concessa l’albume d’uovo, dentro l’acqua, si plasma in sagome di figure attinenti alla festa; credenze popolari tra il sacro e il profano confermano l’antico culto al Santo. Durante tutta la notte, il popolo e specialmente i confrati vegliano recitando l’ immancabile già citato Rosario. Finalmente è il 24 giugno, solennità di San Giovanni, già dalle prime ore dell’alba incominciano i fuochie il susseguirsi delle Sante Messe, con il continuo afflusso dei pellegrini, provenienti dalle contrade del Comune e dai paesi vicini che portano le loro offerte al Battista, nella chiesa vengono distribuiti immaginette del Santo e le cosiddettenzareddi(nastrini rossi che toccando la statua ricevono una benedizione pienamente popolare, i quali vengono legati ai polsi e appesi nelle case o nelle automobili). Non mancano le sfilate della Banda, durante la mattinata per le vie principali; alle ore 11.00 si celebra la messa solenne detta “Panegirico” di solito celebrata dal Vescovo. Ovviamente alle ore 12.00 non mancano i fuochi e le allegre marce della banda musicale. Alle ore 14.30 la chiesa si trasforma in una piazza, viene liberata la navata centrale dai banchi poiché occorre spazio per latraslazione del simulacro dalla sua cappella alla navata centrale per la processione serale, viene condotto dentro la chiesa un fercolo, consistente in due lunghe travi lignee intercalate da traverse dello stesso materiale, tra gli urli di acclamazione e di gioia di tutto il popolo che invade le navate del tempio, decine di persone prendono posto sotto l’enorme fercolo che tra un “Battista W” viene alzato e portato a spalla al centro della chiesa per la venerazione dei fedeli, il tutto accompagnato dal suono delle campane, della banda e lo sparo dei fuochi. Accanto al taumaturgo simulacro viene posta una scalinata con una passerella di legno per consentire ai fedeli di toccare la statua. I bambini vengono presentati al Battista facendogli toccare il venerato Simulacro. Alle ore 18.30 una delegazione della Confraternita accompagna il ricchissimo e immenso stendardo, ricamato in oro e coronato da un puntale d’argento recante la croce di Malta, portato abilmente da un confrate con iltradizionale abito (camice bianco, cingolo rosso alla vita, mantella rossa con croce di Malta bianca sulla spalla sinistra e cappuccio bianco) e recandosi nella Chiesa di San Vito dove la confraternita omonima porterà in offerta un enorme cero, chiamato volgarmente torcia, addobbato con fiori e recante i simboli della confraternita. I due stendardi delle rispettive confraternite, si saluteranno abbassandosi e toccandosi a vicenda; durante il tragitto, ovvero dalla chiesa di San Vito alla Chiesa del Battista sfileranno l’uno accanto all’altro (nelle altre occasioni procedono l’uno dietro l’altro) in segno di fratellanza, seguiranno il cero, portato dalla Confraternita di San Vito; arrivati in chiesa verrà acceso tra urla di acclamazione davanti al simulacro, dove nella vara vengono disposti gliex voto offerti al Santo nell’arco dei Secoli.
Sono le ore 20.00, la piazza è gremita di fedeli che aspettano con ansia l’evento, squillano le trombe tra un rullo di tamburi, le quali annunziano la spettacolare uscita di San Giovanni: dai piani alti della facciata vengono lanciati migliaia e migliaia di nastrini di carta rossi e bianchi chiamati “nzareddi”, l’incessante bombardio dei mortai e l’assordante suono della banda, accolgono la taumaturga effige nel sagrato, insomma un esplosione di “gioia Barocca” tra un popolo festante e commosso; inizia la processione alla quale partecipano tutte le confraternite del Comune con i loro stendardi, , il clero, le autorità civili e militari nonché il popolo tutto; in determinati tratti si leggono episodi del vangelo che parlano della vita terrena del Battista intercalati da canti tradizionali. Durante laprocessione visita alle Chiese di Santa Maria di Gesù e San Vito; in tarda serata il corteo tutto entra trionfalmente in piazza Duomo dove un valente oratore traccia la “figura del Battista”, come esempio di fede e di Santità, subito dopo riprende la processione, terminando con la solenne entrata del simulacro nella propria Chiesa tra urla di acclamazione, fuochi, scampanii, musica e il maestoso suono dell’organo. La serata si conclude con unmagnifico spettacolo pirotecnico.
Dal 25 giugno all’ 1 luglio si solennizza l’ottava di conclusione dove tutte le sere si espone in chiesa il Santissimo Sacramento e si conclude con la solenne Processione Eucaristica dell’ 1 Luglio, in cui partecipano tutte le autorità religiose e le confraternite con i loro labari, caratteriristiche le cappelluzze addobbate, con arazzi e festoni, nel tragitto della processione, dove viene impartita la benedizione eucaristica. Al rientro della processione, dopo la benedizione, viene velata la statua di San Giovanni. Nella domenica “infraottava” vi è lavendita all’incanto dei doni offerti al Battista, detta in gergo “cena”, consistenti in animali quali polli, conigli, ovini, suini, e prodotti tipici della cultura contadina come olio, vino, formaggi, salumi e frutta.
Per maggiori informazioni:
www.sangiovannichiaramonte.com –  www.comune.chiaramonte-gulfi.gov.it

 

Un weekend a Ragusa tra libri e BaroccoDal 12 al 14 giugno 2015 la città patrimonio dell’Unesco ospiterà la sesta edizione di A Tutto Volume.
Per il sesto anno una trentina di scrittori insieme a lettori e curiosi, invaderanno gioiosamente le strade di Ragusa e Ibla. Insieme i libri e il barocco, gli scrittori più amati e i lettori appassionati, i turisti culturali e gli amanti della buona tavola. Accade a Ragusa. Anzi può accadere solo qui, con la sesta edizione di “A tutto volume”, il festival diventato rapidamente una tradizione e uno degli eventi di maggior richiamo per il mondo editoriale. E incontrare vuol dire proprio incontrare, a cominciare dalle colazioni con gli autori aperte a tutti. Il clima conviviale è la diversità e la caratteristica della manifestazione. Confermati per il sesto anno consecutivo autori di spicco del panorama editoriale italiano, protagonisti di un programma ricco che, novità del 2015, sarà articolato in quattro sezioni: in dialogo, in cucina, in scena e in favola, l’appuntamento dedicato ai piccoli lettori, e non solo a loro, per ascoltare e condividere le storie più belle fresche di pubblicazione.
Ragusa si caratterizza quindi sempre più come città dei libri. E’ una qualità questa che il pubblico ha dimostrato di apprezzare in questi anni e che è destinata ad attirare le fasce di turisti più sensibili e interessati a esperienze che coniugano l’approfondimento intellettuale, la bellezza e sapori unici. La cucina, con chef che sanno farsi notare, è un’opportunità particolare. Può contare sui prodotti della zona come il caciocavallo Ragusano dop, il vino Cerasuolo di Vittoria, la cioccolata modicana, l’olio extravergine d’oliva dei Monti Iblei, il pomodoro ciliegino o il miele ibleo.
Il programma completo su: www.atuttovolume.org

L’addio all’estate, è una manifestazione ricreativo-sportivo-culturale che si svolge a Marina di Ragusa tra il primo ed il secondo fine settimana del mese settembre.
L’evento rappresenta un tradizionale appuntamento per dare un saluto alla stagione estiva, per due giorni lo sport, la cultura e la cucina tradizionale rappresentano un richiamo sia per i ragusani che per numerosi turisti.
Nella località balneare è possibile visitare mostre fotografiche e di antiquariato, ed assistere a sfilate d’auto d’epoca e a manifestazioni ricreative e sportive di ogni genere.

Durante i festeggiamenti si gusta il menù tipico della cucina iblea (cavati al sugo di maiale, salsiccia ecc.) presso gli stand allestiti nella piazza principale.
Le varie edizioni, succedutesi negli anni, hanno avuto una partecipazione sempre crescente di pubblico, soprattutto nella serata clou del sabato e precisamente in occasione del Festival dei Fuochi d’Artificio che ha oramai raggiunto un livello tecnico veramente apprezzabile.

Il 15 agosto si festeggia a Marina di Ragusa, centro balneare che sorge a circa venti chilometri dalla città, la festa di Maria SS. di Porto Salvo. L’ evento intriso di religione e folklore è nato come festa di pescatori in quanto la miracolosa Madonna di Portosalvo è stata salvatrice di un naufrago, durante una tempesta; ma è diventata una festa molto seguita sia dai fedeli che dai numerosi turisti.
La giornata di festa inizia con la celebrazione religiosa in chiesa e di seguito la folla si sposta verso il lungomare per assistere ai tipici giochi sull’acqua (palo a mare).

Nel tardo pomeriggio un numeroso corteo si muove dalla chiesa fino al molo sottostante per accompagnare la Madonna che, con robuste cinghie, viene sollevata ed «imbarcata» a prua di un peschereccio. La vera processione della Madonna è proprio quella sul mare. Il peschereccio, accompagnato da tantissime barche, percorre tutta la costa del litorale ricadente nel Comune di Ragusa, mentre la Madonna di Porto Salvo, benedice i mari ed i naviganti.
Consistente anche la folla che osserva da terra la quale, allo sbarco della Vergine SS, dà inizio alla processione che si snoda per le vie del paese.

L’evento religioso, oltre al richiamo di molti fedeli, costituisce un elemento di interesse e promozione turistica poichè molto coinvolgente sia per i festeggiamenti in sè, ma anche per il suggestivo spettacolo pirotecnico che conclude la serata.

Il padre Zaccaria e la madre Elisabetta, anziani sposi, pregavano il Signore perche’ desse loro un figlio. Un giorno a Zaccaria, apparve l’angelo Gabriele che gli annuncio’ che Elisabetta avrebbe partorito un bambino al quale avrebbe dato il nome di Giovanni.
L’arcangelo aggiunse pure che questo bambino, pieno di Spirito Santo fin dal seno della madre, sarebbe stato grande al cospetto di Dio, avrebbe convertito molti figli d’Israele al Signore e con la potenza di Elia avrebbe preparato un popolo ben disposto per la venuta dei Signore.
Zaccaria fu turbato e non credette alle parole dell’angelo che lo rese muto fino alla nascita dei bambino. Elisabetta puntualmente diede alla luce un bambino che i sacerdoti volevano chiamare come il padre, ma volendo la madre chiamarlo Giovanni, chiesero quindi a Zaccaria che nome mettere al bambino ed essendo quello muto chiese una tavoletta sulla quale scrisse “il suo nome e’ Giovanni”: in quell’istante Zaccaria riacquisto’ la parola e comincio’ a benedire Dio.
Giovanni visse nel deserto vestito con pelle di cammello e con una cintura di cuoio ai fianchi, si nutri’ di locuste e miele selvatico, fin quando non comincio’ la sua missione per la quale Dio lo aveva chiamato: egli esortava alla conversione e alla remissione dei peccati mediante il battesimo (di qui il nome Battista) che lui impartiva nelle acque del Giordano, dove battezzo’ anche Gesu’ presentandolo come: l’agnello di Dio che toglie il peccato dal mondo”.
Non si allontano’ mai dalla sua missione e la porto’ avanti fino all’estremo sacrificio. Sempre pronto nel denunciare le ingiustizie non ebbe paura nemmeno quando dovette accusare di adulterio il re Erode, e fu proprio questa accusa che lo porto’ alla morte.
Il re Erode provava rispetto per Giovanni e non voleva farlo uccidere, ma cedendo alle voglie di Erodiade lo fece imprigionare nel carcere di Macheronte.
Una tragica sera, mentre Erode dava un banchetto, Salome’ figlia di Erodiade, danzo’ per i convitati, ed Erode promise alla giovane donna qualunque cosa gli avesse chiesto. Salome’, istigata dalla madre, chiese “la testa di Giovanni”. Cosi’ per la debolezza di un re cadde la testa di una delle figure piu’ fulgide di tutta la storia dei Cristianesimo. Ancora calda, la testa del Battista fu portata nella sala del convito su un vassoio d’argento.
Il culto per San Giovanni si estese per tutto il mondo in poco tempo, sia per il modello di vita ascetica che per l’esempio di coerente fermezza fino alla morte.

La Festa:

Il 24 Giugno, giorno della sua nascita, ricorre la festa di S. Giovanni Battista celebrata liturgicamente con una messa solenne e con l’esposizione delle sue reliquie.
Il santo e’ invocato per ottenere conforto dalle calamita’ e per ottenere la guarigione del corpo, ancora si conserva un reliquario: un braccio d’argento che conserva, pare, un pezzetto di un radio del santo.
I festeggiamenti solenni, invece, si svolgono il 29 Agosto data del suo martirio.La statua del santo, in calcare e risalente ai primi anni del 1500, viene portata in processione, accompagnata dalla banda musicale, per le strade iblee.
Questo, oltre ad essere un grande momento di devozione religiosa e di rinnovo delle tradizioni della citta’, e’ anche uno spettacolo davvero unico in quanto migliaia di fedeli, molti a piedi nudi, accompagnano la statua del Santo portando dei grossi ceri accesi per grazia ricevuta.
Ma come di consueto in Sicilia, al sacro si unisce il profano; infatti, la festa e’ ricordata oltre che per la solenne processione, anche per la fiera commerciale di prodotti vari e per un incantevole spettacolo pirotecnico che conclude i festeggiamenti.